La crisi demografica non è una condanna

Pensionati

Uno studio dell’Ocse invita a pensare soluzioni: dare più lavoro alle donne, gestire meglio le migrazioni

La crisi demografica riguarda la gran parte delle nazioni della vecchia Europa e dei Paesi sviluppati. Un recente studio di Ocse, Employment Outlook, diffuso il 9 luglio, invita a considerare il fenomeno con occhi nuovi, individuando soluzioni per mitigarne gli effetti negativi.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico mette in fila alcuni numeri. Nei paesi Ocse, il tasso di dipendenza degli anziani, cioè il rapporto tra le persone di età pari o superiore a 65 anni e la popolazione in età lavorativa, pari al 31% nel 2023, aumenterà fino al 52% nel 2060, arrivando a superare addirittura il 70% in alcuni Paesi. Il nesso tra una più alta aspettativa di vita e il calo delle nascite fa sì che, in futuro, ci sarà una popolazione meno numerosa di persone in età da lavoro e una più ampia quota di persone non attive.

Crisi demografica e lavoro: che cosa si può fare

Perché il calo demografico non diventi insostenibile, dal punto di vista economico e previdenziale, è la stessa Ocse a dare alcuni suggerimenti. Per esempio, si potrebbe cominciare con interventi per aumentare il tasso di occupazione femminile, a vantaggio del Prodotto interno lordo.

Un altro fronte aperto sta nelle migrazioni: come riferisce una sintesi a cura di Bollettino Adapt, un tasso di migrazione netto pari allo 0,61%, entro il 2030, consentirebbe al Paese Ocse mediano di migliorare la crescita del suo Pil pro capite di 0,13 punti percentuali, con un potenziale di 0,25 punti in Italia.

Anche i tempi e le modalità in cui andare in pensione potrebbero essere rimodulati. Ocse osserva che sì, per le persone in età matura e in buona salute, allungare la vita lavorativa aiuterebbe la tenuta del sistema, ma ad alcune condizioni: rendere più flessibili le regole per andare in pensione, prevedere più formazione per contrastare l’obsolescenza delle competenze, sorvegliare le condizioni e la qualità del lavoro, pensare a forme di ritiro graduale.

Per approfondire:

https://www.bollettinoadapt.it/riusciremo-a-superare-la-crisi-demografica-le-prospettive-occupazionali-del-rapporto-ocse-2025/