La posizione della Cisl sul disegno di legge approvato in Senato il 23 luglio
La legge sul reato di femminicidio ha visto un primo passaggio importante martedì 23 luglio, con l’approvazione in Senato, all’unanimità. 161 presenti e 161 sì hanno introdotto, per la prima volta, il reato specifico d femminicidio. Per il disegno di legge, che deve ora essere discusso alla Camera dei deputati, l’approvazione bipartisan è un segnale forte, di responsabilità e di civiltà: così ha commentato, lo stesso giorno, Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl.
Per Fumarola, si compie un passo avanti importante non solo sul piano giuridico, con l’introduzione di sanzioni più severe, ma conta anche il valore sociale e culturale di una norma che mette al centro il rispetto della persona e la dignità delle donne.
Secondo il testo, chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo. La legge introduce altri elementi importanti, tra i quali regole per evitare la vittimizzazione secondaria – i casi in cui la vittima di una violenza di genere, nell’iter giudiziario, subisca domande o trattamenti tali per cui sembri “colpevole” – forme di aiuto ai familiari delle vittime.
Ha detto Fumarola:
Chiediamo da tempo un patto vero tra istituzioni, famiglie, scuola, associazioni e mondo del lavoro: un’alleanza educativa e culturale che parta dai banchi di scuola e parli ai ragazzi e alle ragazze, per spezzare la catena della violenza e costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco. Il femminicidio è un’emergenza che non conosce confini, età o condizioni sociali. Servono leggi giuste, ma serve soprattutto un cambiamento profondo e condiviso che coinvolga tutta la società.
Foto di Katherine Hanlon via Unsplash
