Il testo ora passa in Senato. La proposta nasce dalle 400 mila firme raccolte dalla Cisl
La legge sulla partecipazione al lavoro, nata dalla proposta Cisl dell’autunno scorso, è stata approvata dalla Camera dei Deputati e passerà quindi al vaglio del Senato. Conosciuto come “Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese”, il testo voluto dalla Cisl e sostenuto da 400 mila firme è passato prima dalle Commissioni riunite Lavoro e Finanze. Rispetto alla versione originale, osserva la nota Cisl nazionale, ha mantenuto i contenuti più importanti ispirati all’articolo 46 della Costituzione italiana, che menziona “il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”. La legge ha 15 articoli, suddivisi in otto capi e dispone di una copertura finanziaria di 72 milioni, attinti dal nuovo Fondo per la partecipazione istituito dalla legge di bilancio 2025.
La legge sulla partecipazione in sintesi
Il testo considera quattro forme di partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese: partecipazione gestionale, economica-finanziaria, organizzativa e consultiva. C’è l’ingresso – possibile, non obbligatorio – dei rappresentanti dei lavoratori nei Consigli di sorveglianza nelle imprese che adottano il sistema dualistico di governance; un’altra strada, sempre facoltativa, è la partecipazione al Consiglio di amministrazione delle società.
L’articolo 5 regola la materia della distribuzione degli utili aziendali ai dipendenti, prevedendo un’imposta sostitutiva su questi redditi del 10% entro il limite di 5mila euro annui lordi. L’articolo 6 comprende lo strumento partecipativo dei «piani di azionariato», con l’attribuzione, su base volontaria, ai lavoratori dipendenti, di azioni delle imprese, anche in esecuzione di premi di risultato contrattati.
