L’allarme di Fim Cisl per la deindustrializzazione

Unione Europea

Il segretario generale Ferdinando Uliano chiede un ruolo più incisivo dell’Europa

Fim Cisl ha partecipato alcuni giorni fa a Bruxelles al Comitato Esecutivo di industriAll Europe, la federazione sindacale europea del manifatturiero. Ferdinando Uliano, segretario generale della categoria dei metalmeccanici della Cisl, è intervenuto sottolineando gli aspetti più preoccupanti della crisi della produzione, che ha definito non una tempesta passeggera, ma una deindustrializzazione profonda. In Italia, ha detto Uliano, da 36 mesi si registra una riduzione della produzione, con conseguenze che ricadono direttamente sui lavoratori.

Di fronte a uno scenario internazionale sempre più delicato, Fim Cisl rinnova una richiesta che già è stata lanciata dal sindacato confederale, ribadita in altre occasioni della Cisl: serve un ruolo più incisivo dell’Europa, superando il principio dell’unanimità e andando verso una formula che permetta politiche più tempestive, come il voto a maggioranza:

L’Europa deve poter decidere a maggioranza per esprimere posizioni politiche forti e tempestive. Eurobond per l’industria: riprendiamo il modello del “debito buono” del periodo pandemico per finanziare i piani industriali civili e proteggere l’occupazione. Deroghe al Patto di Stabilità. Servono risorse straordinarie, ma a una condizione non negoziabile: gli investimenti devono essere vincolati a rigide condizionalità sociali. Se il sindacato non guiderà la transizione giusta lascerà spazio alla demagogia sovranista. Solidarietà e tutela del lavoro manifatturiero devono tornare al centro dell’agenda europea.

Per approfondire:

Intervento integrale Ferdinando Uliano Segretario Generale Fim-Cisl  al comitato esecutivo di IndustriALL Europe