Satnam Singh e gli schiavi di oggi

Pomodori - braccianti

La riflessione di Cisl e di Anolf. Contro il caporalato, contro le leggi che regolano i flussi degli stranieri

Satnam Singh, il bracciante di origini indiane morto dopo un incidente e senza aver ricevuto i soccorsi in tempo, è la spia di un sistema perverso che va fermato. L’invito alla riflessione viene dai sindacati, che nei giorni scorsi hanno manifestato, denunciando i tanti fenomeni che stanno dietro alla sua fine tragica: il caporalato, le condizioni di lavoro al limite della schiavitù, la cattiva gestione dei flussi di migranti.

Dalla Fai Cisl Latina, Islam Kotb, segretario generale, ha parlato di “sconcerto e indignazione”; Onofrio Rota, segretario generale della Fai Cisl nazionale, ha definito disumano lo sfruttamento di cui era vittima Satnam Singh. Luigi Sbarra ha detto che la scia di sangue degli incidenti sul lavoro è “vergognosa” e che la battaglia, in questo caso, è contro il caporalato, il lavoro sommerso e illegale e che il tema è garantire la dignità e la sicurezza sul lavoro in tutti i settori produttivi.

Satnam Singh e i nostri muri di cartapesta

La morte di Satnam Singh non è solo una delle tante – troppe – tragedie degli infortuni sul lavoro, ma è anche una storia di immigrazione. La riflessione che Maurizio Bove, presidente di Anolf Milano, pubblica per Libertà e Giustizia, sottolinea i difetti strutturali del sistema, a partire dai limiti del Decreto Flussi.

Non tutti sanno, ad esempio, che il numero delle richieste di assunzione da parte delle imprese è sempre superiore al numero dei posti disponibili secondo le quote; poco si legge, sui media, delle richieste orchestrate a tavolino dal datore di lavoro o peggio, di compravendite di visto, contratto e lavoro fittizi da parte di intermediari.
I tanto declamati blocchi degli arrivi, infine, sono definiti da Maurizio Bove “muri di cartapesta”, perché alla fine i migranti entrano, spesso già consegnati a un destino di illegalità e sfruttamento.

I governi, osserva Bove, agitano lo spauracchio dell’invasione, “che coincide in realtà con poche migliaia di richiedenti asilo facilmente gestibili, se soltanto l’accoglienza fosse diffusa sull’intero territorio nazionale e si superasse l’approccio emergenziale”.

Per approfondire:

http://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/latina-mobilitazione-dei-sindacati-per-il-bracciante-indiano-deceduto-1.3296234

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/24_giugno_24/satnam-l-azienda-beffava-l-inps-nei-campi-disoccupati-schiavi-b335e5ff-efaa-4bb9-b57e-61faa11a5xlk.shtml

https://www.libertaegiustizia.it/2024/06/22/satnam-singh-e-i-clandestini-forzati-utili-al-sistema/